Conosci i tuoi i limiti
Potrebbero essere il tuo punto forte
Ciao a tutte e tutti,
partiamo da un’ipotesi: i tuoi limiti sono il tuo punto di forza.
In che senso?
Nelle ultime settimane ho iniziato a correre in modo più consistente, a fissarmi obiettivi (non ufficiali ancora) e ad allenarmi in modo più orientato alla performance. Una cosa che ho voluto fare per rendere l’allenamento più efficace è mettere alla prova i miei limiti.
Cosa vuol dire nel concreto? Nel concreto, ho fatto una corsa massimale di 10 km, ho visto quanto veloce potevo correre e, sulla base di quei tempi, ho organizzato i miei allenamenti per restare sopra o sotto le mie potenzialità.
Tutto ciò mi ha dato spunto a fare alcune riflessioni e analisi, soprattutto alla luce di altre esperienze passate e trasversali.
Le riflessioni
I limiti non sono sempre visibili: per alcune persone è la prestazione fisica, per altre il benessere mentale. Essere costanti spesso è il principale limite al successo (nel senso di succedere, non di vincere). A volte è il contesto familiare, a volte quello culturale. Da qui nasce la prossima riflessione...
I limiti sono personali: ogni persona ha i propri. Chi corre più veloce, chi più lentamente. Chi deve accudire una famiglia, chi deve spendere più ore al lavoro.
Sii consapevole dei tuoi limiti, perché in base ad essi adotterai strategie diverse e personali. Seguire il programma (o i consigli) di altre persone non è sempre d’aiuto.
Tutti facciamo fatica: il corpo della persona neofita che corre al massimo delle sue capacità farà la stessa fatica (in termini percepiti) di chi corre per il record mondiale della sua specialità. Indipendentemente da quanto corri veloce, la fatica dipende da quanto vicino sei al tuo limite personale. E se stai dando il massimo, non importa quanto veloce stai andando: sarà sempre faticoso. Chapeau a tutti i neofiti, che ogni giorno affrontano i propri limiti. Se sei agli inizi e stai leggendo, pensa che ogni volta che esci per una corsa stai affrontando il tuo record. Non tanti professionisti possono avere l’onore di spingersi al proprio limite tutti i giorni come i neofiti; non tanti amatori possono avere l’onore di allenarsi in una zona di comfort e, tuttavia, essere percepiti come supereroi/eroine, come molte persone ai livelli avanzati.

I limiti cambiano nel tempo: ogni giorno è diverso, il corpo si adatta, il contesto cambia. Le ore di sonno, l’alimentazione, lo stress. Ascoltati e sii benevole con il tuo corpo. Ogni giorno darà il massimo delle sue possibilità, indipendentemente dalle tue aspettative. Il percorso è fatto di alti e bassi, di fluttuazioni continue: ciò che conta è l’andamento nelle settimane.
I limiti variano a seconda del contesto: allenarsi a livello del mare o in montagna comporta differenze sostanziali sul piano fisiologico. Giocare “in casa” o fuori ha un effetto diverso sui processi psicologici. Competere in un contesto egocentrico o in un contesto a supporto (e supportato) dalla comunità ha un effetto differente sul benessere sociale. La qualità del cibo, e come reagisci ad esso, cambia da persona e paese. Ogni contesto è diverso, ogni persona è diversa.
La performance è la punta dell’iceberg di un enorme cumulo di variabili. Conoscile per navigarle, accettale per non frustrarti quando vedrai che molte sono fuori dal tuo controllo.
Ringrazia e conosci la tua comunità: siamo il frutto di una comunità, volenti o nolenti, nel bene e nel male. Non esistono, a mia veduta, sport di squadra e sport individuali. Esiste un continuum che va dagli estremi dello sport più individualista a quelli più comunitari. In tutti i casi, anche negli sport più individualisti, ci saranno sempre variabili di contesto (e di comunità) a fare la differenza nelle prestazioni. Anche negli sport più comunitari ci saranno sempre variabili individuali a modificare l’equilibrio del gruppo intero. Quale magia!
Per me lo sport è un mezzo per conoscere tutti questi limiti (personali e sociali), giocare all’interno di queste variabili e vivere meglio la vita, imparando a farlo divertendosi.
Due domande per te ed una riflessione.
Le domande:
come ti senti oggi?
cosa dovrai affrontare?
La riflessione: hai provato a rileggere l’articolo, cambiando il soggetto? Non deve essere la corsa; potrebbe essere una tua passione, un desiderio o una necessità in cui la performance per te è rilevante. Come lo trovi?
Alla prossima,
Ale


